L’arte della meditazione ha trasformato in profondità la mia vita a partire dal 2022, ovvero dal momento in cui la meditazione Vipassana è entrata prepotentemente nella mia vita (ne parlo in questo articolo).
Erano già alcuni anni che sentivo il richiamo della meditazione, tuttavia tutte le volte in cui mi ero seduto a gambe incrociate non avevo ottenuto nessun tipo di risultato.
La fantomatica calma di cui parlavano tutti i maestri tardava ad arrivare ed io non facevo altro che innervosirmi sempre di più.
La meditazione Vipassana arrivò in un momento particolare della mia vita, avevo appena concluso in malomodo una relazione di coppia e la scrittura del secondo libro era in standby, completamente bloccata.
Quei dieci giorni seduto in silenzio mi avevano restituito vigore, forza, concentrazione, presenza e integrità (racconto questa esperienza QUI).
Sembra assurdo che in soli dieci giorni tutte queste qualità fossero emerse dentro di me, eppure vi assicuro che gli effetti della meditazione erano stati assolutamente miracolosi.
Da quel momento in poi non smisi più di meditare e ogni mattina mi sedevo a gambe incrociate e semplicemente osservavo ciò che succedeva dentro di me.
Rimanevo in silenzio dentro e fuori lasciando che tutte le emozioni e tutti i pensieri emergessero.
La meditazione mi ha mostrato un cammino nuovo e trasformativo, in poche parole ha rivoluzionato la mia vita.
In quest’ultimo viaggio le prove sono state davvero forti e la relazione con Simona è stata messa a dura prova.
Facevamo una gran fatica a capirci e i bisogni di uno e dell’altra non erano mai soddisfatti, ogni motivo era valido per innescare una nuova litigata.
In momenti come questi bisogna per forza di cose prendere una decisione, altrimenti ognuno sarebbe andato per la propria strada e tanti saluti a una relazione e soprattutto a un sogno comune.
Personalmente mi sentivo perso e le certezze relative al viaggio erano svanite nel nulla.
Mi trovavo nella terra di nessuno, cercando un appiglio da cui uscire.

La creatività era svanita, i pensieri riguardanti il futuro terrorizzavano il mio essere e più passavano i giorni più il nervosismo cresceva.
Ero scosso perché erano molti anni che non mi trovavo in uno stato di depressione simile.
Con il tempo ho imparato che quando si tocca il fondo, la parte più profonda di noi ci manda un segnale, un suggerimento.
A noi spetta solo ascoltarlo.
In testa mi ronzava continuamente la meditazione e mi resi conto che in quei mesi non ero più riuscito a prendermi dei momenti di silenzio per me, l’intensità del viaggio mi aveva travolto e vivere 24h al giorno con la stessa persona aveva scombussolato le mie certezze.
Dovevo in qualche modo morire per poter rinascere!
Fu così che magicamente apparve sul mio cammino nuovamente la meditazione Vipassana e cercando in internet vidi che di lì a pochi giorni sarebbe cominciato un corso nei pressi di Lima, in Perù, luogo dove mi trovavo in quel preciso momento.
Casualità? Probabilmente no!
Partii in solitudine verso Cieneguilla, un luogo desertico alle porte di Lima e cominciai un nuovo cammino interiore che mi avrebbe portato a morire per ritrovare un nuovo senso alla vita, per ritornare in carreggiata.
Salutai Simona pieno zeppo di dubbi e anche con qualche paura.
Quando si parte per trasformazioni così profonde non si sa mai come si torna indietro.
Cominciai questo nuovo corso di dieci giorni, meditando dieci ore al giorno, in silenzio, senza nemmeno guardare in faccia gli altri e mangiando solo due volte al giorno.
Duro? Di più.
Mi immersi completamente dentro di me e i primi tre-quattro giorni furono un autentico inferno. Non trovavo la posizione, i pensieri massacravano il mio cervello e il mio sistema nervoso era in uno stato talmente alterato che pensavo di scoppiare da un momento all’altro.
Eppure quando si decide di morire quelli sono gli stadi precedenti alla rinascita.
In quel inferno vidi i sorci verdi, mi resi conto di quanto ego c’era nelle mie scelte, nel mio bisogno di volere avere sempre ragione e controllare qualsiasi cosa.
Vedevo tutte queste cose, non le volevo ma allo stesso tempo facevo una fatica terribile ad accoglierle e lasciarle andare.
Come se tutto ciò non bastasse a rendere duro il cammino ci fu anche la presenza di un personaggio talmente bizzarro che mise a dura prova me e tutto il gruppo.
Ignorarlo e concentrarsi dentro di sé era la soluzione ma non fu poi così semplice.
Nel campo esoterico si dice che “così è fuori com’è dentro”. Cosa vuol dire questa frase apparentemente senza significato?
Significa che tutto ciò che accade fuori di noi è come se noi stessi lo stessimo creando affinché attraverso l’osservazione possiamo coglierne l’insegnamento che ci vuole dare la vita.
Semplice a dirsi, un po’ meno a farsi.
Ne avevo già abbastanza dei miei demoni interiori che aumentare il carico di lavoro mi innervosiva.
Eppure la vita è meravigliosa perchè nel momenti di difficoltà ti mette di fronte i maestri giusti affinchè tu possa crescere.
E quel ragazzo che faceva confusione compiendo a volte azioni volutamente provocatorie, altre volte semplicemente assurde come bere la propria urina, distraendo un po’ tutto il gruppo, era solo una prova di amore compassionevole per tutti noi.
Lo capii solamente gli ultimi giorni quando la calma pervase il mio essere e trovai il senso a tutto.

Realizzai quanto amore provo per Simona, quante barriere mi ero creato per paura di perdere ciò che ero, quante volte avevo detto no al cambiamento e avevo castrato la mia crescita, quante volte non ero riuscito ad amare ciò che odiavo.
Non solo, meditare mi ha riportato al centro, non del mio ego, ma della mia anima.
Arrivarono con estrema chiarezza alcuni passi da compiere nel futuro, come muoversi affinché questo stato mentale di benessere si potesse protrarre nel tempo.
Passai dieci giorni rivoluzionari e uscii di lì con una luce nuova, con gli occhi che brillavano, innamorato della vita e finalmente soddisfatto del percorso scelto.
Ritrovai Simona e la abbracciai con un’intensità mai avuta prima.
Lei mi accolse nuovamente tra le sue braccia con un bentornato che aveva il sapore di un nuovo inizio.
Da quel momento in poi non abbiamo più litigato! e di mesi in viaggio ne sono passati altri 6.
Quei dieci giorni hanno sancito lo spartiacque del viaggio, la fine di un’era e l’inizio di un’altra.
Il Matteo incallito viaggiatore in solitaria era morto ed era rinato una nuova versione pronta a condividere la Vita con altre anime.
La trasformazione era finalmente avvenuta e la gioia che ho sentito dentro è indescrivibile.
Morire per rinascere, morire per ritrovarsi e continuare a crescere.
Morire per trasformarsi e donare al mondo la miglior versione di noi stessi.
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