Le Dolomiti stanno ormai diventando popolari in tutto il mondo per le meravigliose escursioni che offrono paesaggi mozzafiato. Tuttavia, la maggior parte delle persone conosce solo alcuni dei trekking più belli delle Dolomiti, come le Tre Cime di Lavaredo, il Lago di Braies e il Lago di Sorapis, le Cinque Torri e il Lagazuoi.
Esistono però numerosi altri sentieri meno conosciuti ma non per questo meno affascinanti.
Se sei un amante del trekking in cerca di escursioni in Dolomiti fuori dai circuiti di massa, la Val di Zoldo fa al caso tuo!
Questa valle selvaggia nelle Dolomiti bellunesi è il luogo ideale dove poterti riconnettere con la natura e respirare silenzio e pace.
Non lo dico solo perché è la valle in cui sono nato, anzi, confesso che da piccolo non riuscivo ad apprezzarne la bellezza. Tuttavia, la vita mi ha offerto l’opportunità di tornare a viverci stabilmente nel 2020. La limitazione dettata dalla pandemia mi ha donato la possibilità di scoprire le Dolomiti, camminando sulle cime più semplici ma anche su quelle più impegnative, ammirando tutto il suo splendore.
Ho avuto il privilegio di esplorarle in lungo e in largo innamorandomi di ogni singolo lembo per ritrovare quella connessione che nel tempo credevo di avere smarrito.
Sono felice di condividere con te la mia top 5 dei trekking panoramici nelle Dolomiti della Val di Zoldo.
Monte Crot: la più bella terrazza panoramica per vedere il tramonto in Val di Zoldo
L’ascesa al Monte Crot è uno dei trekking più conosciuti della Val di Zoldo. Partendo dal Passo Staulanza, ci si immerge nella prima parte del sentiero dove i boschi di abeti e larici la fanno da padrone. La salita è piacevole e le pendenze sono continue e sostenute, ma non difficili. Nella seconda parte del trekking il paesaggio comincia ad aprirsi offrendo una meravigliosa vista sul Monte Civetta, le Pale di San Martino, il Piz Boè e la Marmolada.
L’arrivo in forcella (che separa la Cima Crot dalla Cima Est) è da togliere il fiato per la sua bellezza. Il Monte Pelmo appare dinanzi in tutta la sua maestosità, sembra quasi di toccarlo con un dito.
L’ultimo tratto è composto da piccole roccette e passaggi dove è necessario prestare un pizzico di attenzione. Niente di impossibile, ma in montagna mai sottovalutare il pericolo.
L’arrivo in vetta regala emozioni forti: i pini mughi ti accompagnano fino alla croce dove la vista è impareggiabile. Il Monte Pelmo spadroneggia con i suoi 3168 metri di altezza e, nonostante l’altezza al Monte Crot non sia notevole, da qui puoi scorgere le Dolomiti in tutta la loro bellezza: gruppo Bosconero, gruppo Mezzodì, gruppo Tamèr-San Sebastiano, gruppo Civetta- Moiazza, per poi passare al gruppo Marmolada, Puez-Odle, Fanes, Cernera e Sorapis.
Per me il Monte Crot rappresenta “la montagna di casa” e il luogo ideale dove poter sgranchire le gambe e ammirare un paesaggio da favola.
Un’escursione adatta a tutte le persone che hanno un minimo di dimestichezza con la montagna. Il Crot è una finestra privilegiata sulle Dolomiti e consiglio di recarsi al tramonto per ammirare uno spettacolo della natura con pochi eguali.
Partenza da: Passo Staulanza – 1766 m s.l.m. o in alternativa da Pescul, in Val Fiorentina, ma il dislivello è maggiore
Lunghezza percorso: 5 km A/R
Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 circa per la salita, 1 ora per la discesa
Altezza massima: 2169 m s.l.m
Dislivello positivo: 403 metri
Difficoltà: E (escursionistico)
Anello del Monte Punta: un balcone panoramico sulle Dolomiti
Il Monte Punta è una facile escursione nelle Dolomiti zoldane, meno frequentata rispetto al Crot, ma che offre ugualmente una vista meravigliosa.
Ho scoperto il monte Punta solamente da adulto, quando la voglia di ritornare in contatto con la Natura ha bussato alla mia porta e non ho potuto più far finta di niente.
Il Ponta, in dialetto zoldano, è considerato una cima minore rispetto ai colossi che la circondano, tuttavia questo piccolo promontorio sa offrire grandi sorprese.
Per la salita io ho scelto di partire da Costa, piccolo borgo quasi disabitato adiacente alla famosa Coi.
La prima parte dell’ascesa non è impegnativa a livello fisico e permette di godere pienamente della meraviglia del bosco e dei suoi suoni. Quando arrivi a “la forzela” il percorso cambia notevolmente e l’ultima salita è più impegnativa. Le pendenze sono notevoli e ti consiglio di utilizzare calzature adeguate e di prestare particolare attenzione in caso di pioggia.
Una volta completata la salita trovi la croce di vetta e il paesaggio è nuovamente straordinario. La vista a 360 gradi è impattante.
Qui trovi una panchina e un tavolo dove poterti rilassare e godere della bellezza dolomitica in completa serenità. Da questa privilegiata posizione puoi ammirare anche l’Antelao, soprannominato il “Re delle Dolomiti”, e il Pelmo, che assume una prospettiva completamente differente rispetto al Crot.
Per il rientro consiglio di scendere dall’altro versante e ammirare la vista della conca di Forno di Zoldo e il maestoso gruppo del Tamèr-San Sebastiano, per poi deviare verso destra al bivio Col de Salera. Qui ti immergerai nuovamente in un fitto bosco per arrivare al Mas de Sabe, un’antica costruzione risalente al 1400, da dove la vista verso sud è davvero impressionante.
Il giro si conclude rientrando a Costa.
Partenza da: Costa (Val di Zoldo) – 1425 m s.l.m.
In alternativa puoi salire da Casal, piccolo borgo situato nella parte meridionale della Valle, o da Zoppè di Cadore, una perla dispersa nel cuore delle Dolomiti.
Lunghezza percorso: 9 km A/R
Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 totali
Altezza massima: 1952 m s.l.m.
Dislivello positivo: 527 metri
Difficoltà: E (escursionistico)
Monte Pena: trekking nelle Dolomiti fuori dai circuiti turistici
Il Pena è una piccola cima delle Dolomiti tra la Val di Zoldo e il Cadore. L’altezza è ridotta e il sentiero per arrivarci è ben segnalato. Tuttavia, la lunghezza richiede un impegno fisico considerevole giacché dal Passo Staulanza fino al Rifugio Venezia ci vogliono due ore e mezza di cammino, più un’altra ora e mezza per raggiungere la cima del Pena.
Questo trekking non presenta difficoltà tecniche di alcun genere e il dislivello è limitato fino al bivio situato nelle vicinanze del Rifugio Venezia (Passo di Rutorto). Girando poi verso destra troverai la pala erbosa del Pena che ti porterà in vetta e potrai ammirare le Dolomiti in tutto il suo splendore.
La cima offre una vista notevole sulle Dolomiti di Zoldo e, in secondo piano, sulle Dolomiti Friulane. Le montagne di Zoldo: gruppo Bosconero, gruppo Mezzodì e gruppo Tamer-San Sebastiano sono particolarmente vicine e decisamente fotogeniche.
Considerando la stupenda vista verso est ti consiglio vivamente un’escursione al Monte Pena per ammirare l’alba.
Qualche anno fa ho piantato la tenda sulla pala adiacente alla croce di vetta e lo spettacolo che ho vissuto quando il buio ha lasciato spazio alla luce è stato straordinario. Alcune nuvolette sulle cime Friulane si erano “incendiate” facendomi fare i salti di gioia per l’esperienza che stavo vivendo. In seguito, il Pelmo si è illuminato lentamente mostrando la sua faccia più bella, quella dove l’enrosadira lo scalda e lo veste con eleganza prima dell’inizio della giornata.
Insomma, un trekking in Dolomiti ancora poco famoso ma decisamente meritevole di una visita. Il rientro è nella stessa direzione.
Partenza da: Passo Staulanza (Val di Zoldo). In alternativa puoi salire da Coi di Zoldo o da Zoppè di Cadore, dove la lunghezza del trekking è inferiore.
Lunghezza percorso: 18 km A/R
Tempo di percorrenza: 7 ore A/R
Altezza massima: 2196 m s.l.m.
Dislivello positivo: 413 metri
Difficoltà: E (escursionistico)
Anello del Monte Pelmo: adrenalina e panorami mozzafiato in Val di Zoldo
Il Monte Pelmo è il fiore all’occhiello delle Dolomiti zoldane. “Il caregòn del Padreterno”(trono di Dio in dialetto zoldano), è una montagna unica nel suo genere e affascina migliaia di escursionisti che ogni anno affollano la valle.
Il Giro del Pelmo è un trekking vario dove bosco, roccia e ghiaia si alternano regalando un mix completo ai visitatori.
Per compiere il giro completo ti consiglio di partire dal Rifugio Staulanza, compiendo il giro in senso anti-orario, e prendere il sentiero 472, lo stesso che porta al Monte Pena. Seguilo fino al bivio con Passo di Rutorto e poi, invece che svoltare a destra, prosegui in direzione del Rifugio Venezia. Fin qui il tragitto è pressoché facile, ma d’ora in avanti la difficoltà cresce. Niente di impossibile sia chiaro, però ti consiglio ugualmente di prestarci particolare attenzione.
Dal Rifugio Venezia (1946 m) prendi il sentiero Flaibani, il 480, e più sali più i tuoi occhi si riempiranno di meraviglia. Alla tua destra vedrai spuntare due colossi dolomitici importanti come l’Antelao e il Sorapis, situati nelle Dolomiti cadorine e ampezzane, mentre alla tua sinistra potrai osservare tutta la prestanza del Pelmo. Pareti di roccia aguzze si ergono al tuo fianco regalandoti paesaggi mozzafiato e adrenalina pura. Proseguendo lungo il sentiero fino alla Forcella Val d’Arcia troverai alcuni ostacoli facilmente superabili, se non soffri di vertigini. Alcune corde metalliche poste lungo il cammino ti aiutano a superare passaggi dove l’attenzione deve essere massima. Alla fine dell’ultimo ghiaione il premio è servito: la vista una volta in forcella ti lascerà una sensazione stupefacente. Il panorama si aprirà dinanzi a te mostrandoti la conca del versante nord con le montagne sullo sfondo. In primo piano vedrai il Crot e in secondo luogo il gruppo del Civetta. Solitamente questa forcella è abitata da grosse cornacchie, sempre pronte ad azzannare un pezzo di pane lasciato dagli escursionisti. Stai all’occhio!
Se pensi che le fatiche siano finite mi spiace deluderti perché il ghiaione che ti riporterà al passo Staulanza non è per niente banale. Qui potrai scegliere se percorrere la diagonale a sinistra che taglia orizzontalmente il Pelmo oppure se seguire il sentiero 480 lungo una serie di zig zag, a volte un po’ fastidiosi.
700 metri di discesa sul ghiaione potrebbero apparire come una camminata noiosa, tuttavia più scendi, più il paesaggio si apre e più i tuoi occhi si riempiono di meraviglia. Vedrai meravigliose montagne quali le Rocchette di Prendera, il Becco di Mezzodì, il Croda da Lago e i Lastoni di Formin. Una volta terminato il ghiaione vira verso sinistra e ritorna al Rifugio Staulanza.
Partenza da: Passo Staulanza (Val di Zoldo). In alternativa puoi partire da Coi di Zoldo o da Zoppè di Cadore.
Lunghezza percorso: 12 km A/R
Tempo di percorrenza: 6-7 ore A/R
Altezza massima: 2476 m s.l.m.
Dislivello positivo: 800 metri
Difficoltà: EE (escursionisti-esperti)
Spiz Zuel: punto panoramico sul Monte Civetta
Lo Spiz Zuel è una cima che è diventata molto conosciuta solamente negli ultimi anni. Si tratta di un trekking lungo ma dalle difficoltà tecniche ridotte. Lo raggiungi attraverso un sentiero che ti conduce prima alla Baita Civetta e poi al Rifugio Pian del Crep. Quest’ultimo è raggiungibile direttamente con l’ovovia (risparmiando almeno un’ora di cammino), ma soltanto nel periodo estivo, da giugno a settembre. Controlla gli orari qui!
Dal Crep prendi il sentiero in direzione del Rifugio Su’nParadis e in seguito cammina fino alla Forcella del Tolp. Dalla forcella incrocerai la strada che sale da Malga Grava, poi punta alla cima dello Spiz attraverso un percorso panoramico e dalla pendenza lieve.
Ti consiglio di attrezzarti con acqua e snack vista la lunghezza del percorso.
Lo Spiz Zuel d’estate è la prima cima zoldana ad essere illuminata dai raggi del sole grazie alla sua posizione rivolta verso est. Questa posizione particolare la colloca “lontana” dal Pelmo e dalle Dolomiti Ampezzane e Cadorine, e vicina alle Dolomiti meridionali, appartenenti al gruppo Tamer-San Sebastiano e, in secondo piano, al gruppo dello Schiara, nella vicina città di Belluno.
È sicuramente una cima degna di nota visto che offre la possibilità di ammirare il gruppo del Civetta-Moiazza in tutta la sua lunghezza e distinguere con facilità ogni singola cima appartenente a questo gruppo.
In vetta c’è la possibilità di sedersi vista la presenza di un tavolo con le panche, e anche di poter scrivere il tuo nome e un pensiero su un libricino. Il rientro è nella stessa direzione.
Partenza da: Pecol (Val di Zoldo). In alternativa puoi partire dalla Valle di Goima e seguire una vecchia mulattiera fino ad arrivare a Malga Grava e poi proseguire fino in vetta. Per i più solitari c’è la possibilità di partire dal cimitero di Soramaè e seguire un sentierino nel bosco fino a Casera Canazè e poi puntare alla vetta distante un’altra ora di cammino.
Lunghezza percorso: 16 km A/R
Tempo di percorrenza: 6 ore totali
Altezza massima: 2033 m s.l.m.
Dislivello positivo: 655 metri
Difficoltà: E (escursionistico)
Queste sono, secondo me, le 5 escursioni più panoramiche nelle Dolomiti della Val di Zoldo. Se anche tu ami fare trekking e vuoi scoprire le Dolomiti fuori dai circuiti di massa la Val di Zoldo è il luogo che fa per te.
Ti aspetto!















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