Nella mia vita ho viaggiato molto in Asia e Oceania e quando pensavo al Sud America ho sempre desiderato fare un viaggio in Ecuador. Perché? Non saprei dire, forse per la mia predisposizione a scegliere mete meno inflazionate. Per questo quando con Matteo abbiamo deciso di intraprendere un viaggio di sola andata attraverso i paesi del Latin America, io ho fatto solo questa richiesta. E così è stato. 

Dopo i primi 3 mesi trascorsi in Colombia (qui l’articolo sulla nostra esperienza e suggerimenti per visitarlo) siamo scesi in Ecuador ed è stata una sorpresa continua!
Dai paesaggi meravigliosi alle persone (oltre al fatto di essere più economico della Colombia), l’Ecuador è presto diventato uno dei nostri paesi preferiti in cui abbiamo viaggiato.

Cosa vedere in Ecuador? In questo articolo abbiamo racchiuso tutte le meraviglie che abbiamo visitato in un mese e mezzo. Alla faccia dei viaggiatori che ci dicevano che bastavano 10 giorni, al massimo 2 settimane perché non c’è nulla da fare!

Partiamo con alcune info importanti per organizzare un viaggio in Ecuador:

  • Sicurezza: abbiamo rischiato di saltare questa destinazione perché sia sui siti istituzionali italiani che molti viaggiatori ci avevano fatto terrorismo psicologico dicendo che era pericoloso viaggiare nel paese. Per fortuna abbiamo incontrato diversi viaggiatori e anche stranieri che vivono lì che ci hanno rassicurati. E menomale, perchè al tempo in cui abbiamo viaggiato noi (marzo 2025) l’Ecuador era assolutamente sicuro! L’unica zona da evitare è la parte nord della costa, mentre se come noi prediligi la Sierra e la Selva non c’è nulla di cui preoccuparsi.
  • Visto: noi siamo entrati via terra attraverso la frontiera di Ipiales, super tranquilla e procedure rapide che non richiedono nessun tipo di documento, rispetto a quanto dichiarato in alcuni siti in cui pare che fino a qualche tempo fa fosse richiesto il casellario giudiziario. Per i cittadini italiani che entrano nel paese per motivo di turismo e per un massimo di 90 giorni non è necessario fare nessuna richiesta preventiva ma semplicemente presentare il passaporto (sempre valido per almeno 6 mesi dalla data di ingresso) e un biglietto di uscita (se non lo hai puoi prenotarne uno temporaneo su Onward). Siccome le regole riguardanti i visti possono variare consigliamo comunque di verificare con Viaggiare Sicuri prima della tua partenza.

  • Moneta: dal 2000 l’Ecuador utilizza come moneta locale il dollaro statunitense. All’epoca della transizione ci hanno raccontato esserci stati grossi problemi di inflazione, attualmente abbiamo trovato il livello generale dei prezzi molto accessibile (es. $4-5 per un pasto, $5-8 per un letto in ostello, $7-10 per viaggi lunghi in bus tra le principali città e ingresso gratuito, o poco costoso, per la maggior parte dei Parchi Nazionali).

I migliori trekking in Ecuador tra vulcani e lagune

L’Ecuador è senza dubbio la patria per gli amanti della natura e del trekking. Ovunque trovi percorsi per lagune vulcaniche e ghiacciai, molti dei quali ancora poco turistici.
Ne abbiamo percorsi diversi, di varia lunghezza e difficoltà, in generale però sono tutti situati tra i 3500 e 5000 metri sul livello del mare quindi è bene avere accortezza nel abituare il corpo all’altitudine, soprattutto se è la prima volta, cercando di rispettare i segnali e non sottovalutare perché anche quelle che sembrano passeggiate brevi di pochi chilometri possono in realtà porre in grosse difficoltà il fisico, soprattutto il fiato.

Alcuni sintomi a cui prestare attenzione: affaticamento, fiato corto, mal di testa, mal di stomaco, nausea, vertigini.

5 cose che devi sapere per organizzare un trekking in Ecuador senza brutte sorprese

  1. gli ingressi ai Parchi in Ecuador sono quasi sempre gratuiti e puoi accedere liberamente senza guida. Solo per i trekking ai ghiacciai sopra i 5000 metri è richiesto l’accompagnamento di una guida esperta e di materiale specifico
  2. evita di fare trekking impegnativi il primo giorno che arrivi dopo un volo o dopo essere stato al mare, lascia al corpo il tempo di acclimatarsi
  3. fai una colazione nutriente ma non pesante per non affaticare la digestione e porta con te snack che danno energia tipo cioccolato, barrette, zenzero, e ricorda di idratarti bevendo molta acqua!
  4. non strafare, cammina lentamente e respira con il naso con respiri lenti e profondi per evitare l’iperventilazione. Se ti fermi, rimani in piedi qualche minuto ed evita di sederti per non rischiare che i muscoli si raffreddino e contraggano
  5. vestiti a strati perché nonostante puoi arrivare ai 5000 metri con ghiaccio e neve le temperature non sono come in Europa e nelle giornate di sole potresti trovarti anche in maniche corte (per questo rischio di scottature e insolazioni molto elevate! usa crema solare e cappello). Porta sempre con te k-way e/o poncho per la pioggia perché il meteo è molto variabile

Ed ecco la lista dei nostri trekking in Ecuador preferiti, trovi maggiori specifiche nei vari paragrafi sotto dedicati a ciascuna regione che abbiamo visitato:

  • Rucu Pichincha: raggiungibile con teleferico dal centro di Quito, questo vulcano a 4700 metri è uno dei più impegnativi tra quelli che abbiamo fatto per la sua salita di quasi 3 ore con 700 metri di dislivello. La vista però sulla città e su tutti i vulcani della regione è davvero impressionante.
  • Laguna Cuicocha: raggiungibile da Quito in giornata con tour organizzati o da Otavalo, questa laguna giace nell’antico cratere del Vulcano Cotacachi. Si trova a 3068 metri slm e puoi percorrere un trekking ad anello di 12 km lungo tutto il perimetro del cratere.
  • Laguna Quilotoa: una delle più belle che abbiamo visitato, raggiungibile in giornata con tour organizzato da Quito oppure facendo base a Latacunga. Altitudine 3914, camminata di 12 km, 4-5 ore.
  • Cotopaxi: il più famoso tra i trekking in Ecuador, il vulcano Cotopaxi è alto 5872 metri, ovvero il secondo più alto del paese dopo il Chimborazo. Raggiungibile in giornata con tour da Quito o da Latacunga. E’ possibile arrivare in autonomia fino al ghiacciaio intorno ai 5000 metri, però è necessario noleggiare un transfer con jeep. Attenzione che tentano di venderti anche la guida “obbligatoria”. Leggi la nostra esperienza sotto.
  • Chimborazo: il vulcano più alto dell’Ecuador con i suoi 6230 metri, è anche il punto più vicino al sole della Terra. Il percorso non è particolarmente impegnativo, puoi camminare in autonomia fino al secondo rifugio, il dislivello e lunghezza possono sembrare una facile passeggiata ma l’altitudine può tagliare fiato e gambe 🙂
  • Parco El Cajas: situato a 30 km ad ovest di Cuenca, questo Parco Nazionale poco conosciuto è una vera perla, con numerosi sentieri trekking di varia difficoltà che spaziano dai 3152 ai 4445 metri slm. Con più di 200 laghi glaciali e un bosco davvero particolare, è uno dei paesaggi più belli che abbiamo visto nel nostro viaggio in Ecuador.

Città in Ecuador, una continua sorpresa

Quito, cosa fare in 5 giorni

La prima tappa del nostro viaggio in Ecuador passata la frontiera è stata Quito. Solitamente non ci piacciono le città, per questo avevamo prenotato solo per 3 notti. La verità è che Quito ci ha subito stupiti e ci è piaciuta talmente tanto che ogni giorno continuavamo ad aggiungere una notte in più perché offre un sacco di cose da fare sia nel centro che nei dintorni. 

viaggio in ecuador panoramica quito

Ecco cosa fare e vedere a Quito in 5 giorni:

  • Basilica del Voto Nacional: in stile gotico, questa basilica è molto imponente. Puoi visitarla salendo sulla torre al costo di $2 oppure, come noi, partecipando alla messa. Come in ogni paese del Latin America, le Chiese da visitare non mancano, però l’ altra davvero degna di nota è quella di San Francesco, il sito religioso più antico dell’ Ecuador, risalente alla metà del 1500.
  • Virgen de El Panecillo: statua gigante in alluminio della Vergine localizzata su una piccola collina appena a sud del centro storico di Quito da cui poter godere di una vista pazzesca della città al tramonto mentre gusti un canelazo (cocktail caldo speziato tipo punch alla frutta, alcolico o non) o un morocho (tipica bevanda dolce speziata fatta con mais bianco e latte).
  • Cioccolateria fair trade KITU: piccolo negozio a gestione famigliare nel centro storico che offre tour del cacao gratuiti, inclusa degustazione. Noi siamo stati per ben un’ ora e mezza ad ascoltare affascinati tutto il processo, dal frutto al cioccolato, gustando tutti e 15 i gusti a disposizione! Super raccomandato non solo perché è gratuito ma per la passione che questa piccola realtà mette nel valorizzare gli ingredienti di qualità e il lavoro delle famiglie che sono parte del progetto.

 

  • Teleferico e Rucu Pichincha Al principio eravamo un po’ restii visto il costo del teleferico ($9 andata/ritorno) ma poi non ci siamo pentiti. Dal centro di Quito puoi raggiungere il teleferico con un Uber oppure, come abbiamo fatto noi, in bus e poi navetta gratuita fino alla biglietteria. In 18 minuti sali da 3947 a 4050 metri slm al primo punto panoramico dove, in una giornata limpida (non quando siamo stati noi purtroppo) si vedono tutti i vulcani che circondano Quito.  Da lì puoi salire sul Vulcano Rucu Pichincha, ben 3 ore in salita con 700 metri di dislivello, solitamente fattibili senza troppo sforzo ma qui, a causa dell’altitudine, abbiamo avuto un po’ di difficoltà essendo per me la prima volta oltre i 4000 metri.
  • Piramidi di Cochasqui: consigliate da una coppia carinissima di Quito incontrata facendo autostop, questo luogo ci ha subito incuriosito. A circa 40 minuti in bus a nord di Quito in direzione Otavalo, questo parco archeologico è ancora poco conosciuto. La fermata è subito dopo il casello e da lì ci sono 8 km, che noi abbiamo fatto a piedi all’ andata e in autostop al ritorno. L’ingresso costa $3 con guida (marzo 2025), che è assolutamente raccomandata per comprendere qualcosa di questo luogo. Non aspettarti infatti di trovare delle piramidi come quelle egizie ma piuttosto un prato verdissimo con delle specie di collinette. Eh si, perché le 15 piramidi tronche costruite dalla popolazione preinca tra il 500 e 1500 DC, furono coperte di vegetazione dagli Inca per non farle scoprire e distruggere dai conquistadores spagnoli.

  • Otavalo e Laguna Cuicocha: col senno di poi, avremmo probabilmente soggiornato qualche notte ad Otavalo, un paese a circa 2 ore a nord di Quito famoso per il suo mercato indigeno, il più grande del Latin America, ma anche per alcune attrazioni naturalistiche affascinanti nei suoi dintorni tra cui la Laguna Cuicocha, raggiungibile con circa 10 minuti di taxi da Otavalo. L’ingresso al parco è gratuito e la camminata di 12 km ad anello intorno alla laguna richiede circa 4 ore con 400 metri di dislivello. La passeggiata molto bella percorre il perimetro del cratere, offrendo svariate viste sulla laguna e i due isolotti che emergono dal centro.  

Sulla strada tra Otavalo e Quito noterai scritte ad ogni lato della strada promuovendo il bizcocho, ovvero un particolare biscotto artigianale tipico del Cayambe, semplice ma gustosissimo, fatto con farina, tuorlo, burro e anice stellato. Una bontà appena sfornato e inzuppato nel caffè.

Latacunga, vulcano Cotopaxi e Laguna Quilotoa 

Nonostante sia uno dei tour più popolari, il Vulcano Cotopaxi non era nel nostro itinerario proprio perché temevamo fosse troppo turistico. Trovandoci però a Latacunga, che è a sola mezz’ora dal parco, abbiamo deciso di andare. 

La mattina ci svegliamo e dalla terrazza dell’ ostello lo vediamo con la cima innevata e un po’ di fumarola (che noi pensavamo fossero nuvole da tanto erano perfette). Herman (un ragazzo locale conosciuto la sera prima al ristorante) si era proposto di accompagnarci in auto con l’ intenzione di lasciarci al primo rifugio da cui avremmo potuto camminare fino al ghiacciaio ma, giunti all’ ingresso del Parco, siamo stati bloccati da una guida che ha insistito irremovibile che non fosse possibile proseguire in autonomia.
Dopo aver chiesto anche l’ ufficio del Parco, dubbiosi e un po’ infastiditi, accettiamo di pagare $60 (da dividere in 4) per il trasferimento in jeep e la guida, che tra l’altro non ci è parsa neppure un granché visto che ci ha fornito poche informazioni e messo fretta tutto il tempo, facendoci parecchio infastidire. 

A posteriori abbiamo chiesto a varie persone locali che ci hanno confermato di essere stati “fregati” in quanto l’ ingresso ai Parchi in Ecuador è libero e gratuito, quindi tenetelo presente e, in caso vi trovaste nella nostra stessa situazione, chiedete i riferimenti e denunciate il fatto. 

Tolto questo piccolo inconveniente, siamo stati fortunati perché la giornata era super limpida e soleggiata mostrandoci il Cotopaxi in tutto il suo splendore, almeno fino a poco prima di giungere al ghiacciaio, quando le nubi si sono alzate e ci hanno avvolto.
La camminata è semplice, nonostante si giunga fino ai 5000 metri sul livello del mare. In due ore eravamo andati e tornati al parcheggio. Sulla via del rientro qualsiasi tour al Cotopaxi fa tappa ad una piccola ma graziosa laguna dove si possono osservare diverse specie di uccelli camminando una passerella di un paio di chilometri.

Ma la vera perla per noi è stata l’escursione alla Laguna Quilotoa, una delle più belle che abbiamo fatto in Ecuador.

Come arrivare alla Laguna Quilotoa? La maggior parte degli ostelli di Quito propongono tour giornalieri per il Cotopaxi e la Laguna Quilotoa in giornata per un costo che si aggira intorno ai $50, ma noi abbiamo preferito partire da Latacunga e visitarli separatamente per dedicargli il giusto tempo e ne siamo strafelici. Parlando infatti con altri viaggiatori ci hanno confermato che il tour in giornata sia una sfacchinata, oltre a lasciare poco tempo per godere di questi luoghi.

Per raggiungere la Laguna Quilotoa da Latacunga devi prendere un bus dal terminale che per un paio di dollari e 2 ore ti porta poco prima dell’ ingresso del Parco, attraversando un paesaggio davvero bello, già solo quello varrebbe il viaggio.

L’ ingresso al Parco costa $2 ma per lo meno hai i bagni gratuiti Ci sono moltissimi mirador ma suggeriamo di percorrere l’intero sentiero lungo il perimetro del cratere (10 km e circa 600 metri di dislivello). Noi l’abbiamo preso in senso orario partendo verso sinistra dal primo lookout e ci è sembrato migliore in termini di saliscendi. Nonostante per un certo momento ci siamo ritrovati nella nebbia e pioggia, abbiamo apprezzato un sacco di punti panoramici sulla laguna, terminando con un bel sole che ha messo in risalto le varie sfumature tendenti al verde dell’ acqua. Tempo consigliato di percorrenza tra le 4 e 5 ore.

Ambato, base perfetta per trekking al Vulcano Chimborazo 

Siamo capitati la prima volta ad Ambato grazie ad un incontro speciale che Matteo ha fatto un giorno camminando ad una Laguna vicino Latacunga. Così pochi giorni dopo, non sapendo dove stare durante i giorni del carnevale in cui tutte le strutture erano piene o con prezzi folli, abbiamo chiesto ospitalità proprio a Dennis che ci ha accolti a braccia aperte. 

Ambato è definita la città del pane, a buon titolo direi visto che effettivamente qui abbiamo mangiato alcune delizie. Oltre a questo è una città molto conosciuta per la frutta che, grazie al clima temperato, cresce in abbondanza: capuli (specie di ciliegie), mele, mirtilli, fichi (da gustare caramellati con formaggio e pane venduti da vari venditori ambulanti per la strada), albicocche e tante altre.
Per questo una delle feste caratteristiche, e conosciute in tutto il paese, è proprio la Fiesta de la Fruta y de las Flores, che dal 1966 coincide con il Carnevale.
Nata in risposta al terribile terremoto del 1949, attrae migliaia di visitatori che prenotano sedie lungo la strada a prezzi considerevoli (6-10$) per poter ammirare la sfilata dei carri costruiti con frutta e fiori.

Siamo però tornati ad Ambato una seconda volta grazie all’ invito di Jackson che sta aiutando la sua amica Patricia a trasformare la propria casa in struttura ricettiva. Così per 5 giorni, insieme a Seiya, siamo stati ospiti di questa casa bellissima, localizzata 8 km dal centro e circondata da campi di fragole, per aiutarli con foto e consigli per questa nuova attività turistica. 

La casa è infatti posizionata idealmente sulla strada per il Chimborazo (raggiungibile in circa 1 ora di bus), il vulcano più alto dell’ Ecuador. Per noi molto più interessante del Cotopaxi perché meno turistico (infatti non è semplicissimo trovare le informazioni su come arrivarci) e più autentico. Noi infatti abbiamo incontrato praticamente solo ecuadoriani in gita con amici e famiglia. 

Per arrivarci bisogna prendere un bus da Ambato e farsi lasciare all’incrocio (chiedi all’autista) dove un altro bus (direzione Riobamba) ti lascia davanti all’entrata del Parco.
Qui, dopo esserti registrato ma senza pagare nessun biglietto, puoi accedere liberamente, serve però un breve tratto in taxi oppure, come abbiamo fatto noi, chiedi un passaggio a chi sale con auto propria.
Dal primo rifugio si cammina circa un’oretta per arrivare ad un secondo bivacco e poco sopra si trova la Laguna Condor Cocha a 5100 metri slm, dove Matteo ha pensato bene di farsi pure il bagno.

Oltre a questo ci sono anche delle piccole piscine termali dove potersi rilassare (2$ l’ entrata) a 3000m immersi in un paesaggio bellissimo. 

Se stai programmando un viaggio in Ecuador e vuoi visitare il Chimborazo ti consigliamo di soggiornare presso la Hacienda Arcadio.

Baños, non solo terme

Baños non era nei nostri piani perché temevamo fosse troppo turistica e invece per fortuna che abbiamo scelto di fermarci perché ci è piaciuta un sacco!
Bisogna ammettere che effettivamente è più turistica di altri luoghi, lo si vede dai mille caffè e negozi stile europeo, però mantiene un’ atmosfera tranquilla e rilassante, oltre ad un buon clima.

Ecco cosa fare a Baños in 3 giorni:

  • Terme de la Virgen: terme pubbliche con ingresso $4 (cuffia obbligatoria noleggiabile o acquistabile in loco, meglio alle bancarelle appena fuori il complesso dove costano la metà) con una vista bellissima sulla cascata appena accanto e sulla città. Ci sono 3 piscine al piano superiore abbastanza calde e una super calda al piano sotto dove è consigliato alternare pochi minuti di caldo a pucciate nelle vasche con acqua gelata. Noi siamo stati in orario tramonto in un giorno infrasettimanale ed è stata un’ ottima scelta sia per trovare meno gente che per l’ atmosfera notturna.
  • Mirador de la Virgen de Ventanas: circa 30-40 minuti di scalini per arrivare alla statua della Vergine (in marmo di Carrara) da cui godere di una bellissima vista sulla città.
  • Trekking Cara del Perro: partendo dal centro e attraversando il ponte San Francisco in direzione del Sendero de los Sauces, il cammino ad un certo punto si distacca sulla sinistra salendo fino in cresta e percorrendo 15 km totali per rientrare a Baños con 1000 metri circa di dislivello, fino a toccare i 2445. Il sentiero non è ben segnalato e in alcuni punti richiede un po’ di attenzione essendo roccioso ed esposto, soprattutto l’ ultima parte per scendere al paese di Ulba, da cui puoi rientrare a piedi o in bus. A noi è piaciuto moltissimo perché davvero poco conosciuto (abbiamo incontrato solo un paio di persone in tutto il giorno) e con bellissimi scorci su Baños.
  • Cascata Pailon del Diablo e Cascate Ulba: indubbiamente uno dei luoghi più turistici di Baños, la cascata Pailon del Diablo è in effetti qualcosa da non perdere. Ci si arriva comodamente in bus da Baños. Essendo così popolare è consigliato arrivare presto al mattino prima delle 10. Esistono due entrate, noi abbiamo optato per quella originaria che ti porta sotto la cascata con un percorso di 2,5 km e diversi punti panoramici. L’ altra, più recente, è una passerella di 400 metri che ti porta invece nella parte superiore alla cascata. Entrambe hanno un costo di $3.

Altre cascate belle da visitare, sebbene non abbiano nulla a che vedere con quella del Diablo, sono quelle di Ulba, raggiungibili con un breve percorso dalla strada principale.

Cuenca, tra natura e tradizioni

Ci avevano avvisato che Cuenca è una città che rapisce e dove è facile fermarsi per più giorni, ma non immaginavamo di stare una settimana! Dopo un mese e mezzo di viaggio in Ecuador e con la voglia di proseguire alla volta del Perù, ancora una volta abbiamo stravolto i piani (se così possiamo chiamarli visto che tendenzialmente decidiamo un po’ alla giornata) e abbiamo continuato ad aggiungere giorni alla nostra permanenza in questa città. 

Cosa c’è di così speciale a Cuenca? È difficile rispondere perché abbiamo passato diversi giorni solamente perdendoci per le viette della città e i suoi mercati, ben tre coperti (Mercado 10 de Agosto, Mercado 9 de Octubre e Mercado 3 de Noviembre) dove oltre a trovare cibo da acquistare puoi mangiare in loco a prezzi super convenienti (colazione 2$ e pranzo 3,5$!), abbiamo incontrato un’ esperienza davvero particolare, la limpia energetica con piante e uova! 

Ce ne avevano parlato alcuni amici ma eravamo scettici per paura fosse una fuffa per turisti. E invece quando per caso abbiamo visto questa sfilza di signore sedute una accanto all’ altra sotto la scala mobile del mercado 10 de agosto, circondate da mazzetti di erbe e con la fila di ecuadoriani di tutte le età, pronti a farsi “pulire” abbiamo deciso di provare anche questa esperienza. 

Dopo essere rimasti qualche minuto in osservazione di come si muovevano per capire come funzionasse, vedo arrivare lei, Rosa Maria, con quel sorriso da bambina e il fare deciso. 

“Io lo farei con lei” dico rivolta a Seiya, pensando ancora di esser lì per accompagnare lei ma senza una reale intenzione per me stessa. Poco dopo ci accorgiamo che c’è una coda di persone, chiediamo e ci danno conferma di essere qui tutti per lei, alcuni addirittura venuti da fuori città!
“È la migliore”, ci dice una signora che sta aspettando. Ogni dubbio si dissolve. Ci mettiamo pazientemente in fila e aspettiamo il nostro turno. Io vado per ultima. 

Rosa Maria ti guarda con occhi dolci e sorridenti mentre ti fa inalare agua florida e mazzetti di piante per pulire la tua energia da malocchio e varie tipologie di energie negative. Ti sfrega inoltre un uovo su tutto il corpo, lo rompe in un bicchiere e osservandolo ti racconta cose su disturbi e fastidi.
Può sembrare una sciocchezza ma a me ha subito evidenziato il dolore, non solo fisico, del mio grembo. “Wow”, penso.
Se vuoi il servizio completo, procede anche con un massaggio del collo e schiena (incluse un paio di manovre scrocchia ossa
) e una pulizia con una pietra di ossidiana. Termina prendendomi la testa tra le mani e benedicendomi, invocando il Padre, il Figlio, i Maestri, gli Angeli e gli Arcangeli e tutti gli Antenati.
Mi sciolgo e sento una profonda commozione. Non saprei dire a livello fisico se abbia sentito qualcosa di diverso ma di sicuro mi ha lasciato un gran senso di leggerezza.


Se vuoi provare la limpia al mercato di Cuenca ricorda che le signore si trovano qui solo il martedì e il venerdì.

Oltre a questo a Cuenca è possibile visitare la Catedral de la Inmaculada Concepcion con le sue cupole impressionanti (ben visibili e fotografabile dalla piazzetta del Seminario San Luis lì accanto), il Museo y Parque Ancestral Pumapungo, passeggiare lungo fiume, mangiare una pizza al taglio davvero buona (e conveniente) presso Pizza y Focaccia ! Solitamente non mangiamo a ristoranti italiani all’ estero ma questa dopo 4 mesi in viaggio ne vale davvero la pena 🙂

Cuenca è inoltre base per visitare il Parco Nazionale Cajas un paesaggio spettacolare costellato da centinaia di piccole lagune, dove puoi scegliere tra diversi percorsi trekking. Noi abbiamo scelto quello di 5 ore che includeva il Bosco di San Luis (davvero un luogo incantato), il giro della Laguna Toreadora e il Cerro San Luis. Per me uno dei più bei trekking dell’ Ecuador. 

Al rientro per Cuenca abbiamo chiesto un passaggio a 4 studenti che non solo ci hanno portato a casa, ma ci hanno anche invitati per una gustosa merenda a la Chocolateria Dos Chorreras il paradiso per amanti dei dolci come noi: cheesecake ai tre cioccolati, torta al cioccolato con dulce de leche e soprattutto il volcan, tortino al cioccolato con cuore caldo e gelato. Prezzi europei però per una volta ne è valsa la pena. Trovi una versione più piccola anche in centro a Cuenca dietro la Cattedrale.

Altra cosa da vedere nei dintorni di Cuenca è Ingapirca, l‘area archeologica precolombina più importante dell’ Ecuador. Noi però essendo in direzione Perù non siamo andati, anche perché onestamente non avevamo tanto voglia di rifare 1 ora e mezza in bus.

Vilcabamba, la valle sacra

Questo piccolo villaggio di all’incirca 5000 abitanti situato nel sud del paese, è rinomato per il suo record di persone centenarie che qui sembrano aver trovato l’elisir di lunga vita. Questa fama ha fatto sì che anche molti stranieri l’abbiano scelta come luogo dove stabilirsi, grazie a questa buona qualità della vita. Vilcabamba in lingua Quechua significa infatti “Valle Sagrado” e ammetto che si respira un’atmosfera e energia particolari.

Noi ci siamo fermati solo 3 notti sulla nostra rotta verso la frontiera col Perù, ma sono bastate per percorrere un trekking davvero bello (e anche impegnativo) sul Cerro Mandango che sovrasta il paesino. Seguendo le indicazione di Maps.me sembrava ci fosse un circuito ad anello, purtroppo però arrivati a ⅔ del percorso un ragazzo a cavallo ci è venuto incontro (sembrava la scena di un film) rimandandoci indietro perché il sentiero passava per terreni privati che diceva essere pericolosi a causa della presenza di animali liberi (soprattutto cani, che qui in Latin America rischiano di essere aggressivi, soprattutto se difendono il proprio territorio).
Non volendo rassegnarci all’idea di percorrere tutto il tragitto a ritroso (avevamo già camminato 3 ore e mezzo con un discreto dislivello), abbiamo tagliato giù per dei pascoli ma non è stato per nulla facile trovare la traccia. Però alla fine siamo arrivati sani e salvi a destinazione.
Perciò se avete intenzione di avventurarvi tenete presente che dopo la croce tutto il percorso che porta al crinale è bello ma poi va fatto a scendere, ed è parecchio ripido. Nulla di impossibile, ma giusto per essere preparati 🙂

Speriamo con questo articolo di averti incuriosito e anche fornito informazioni utili per organizzare il tuo prossimo viaggio in Ecuador!
Se vuoi altre informazioni o suggerimenti scrivici e saremo felici di condividerti ciò che abbiamo vissuto nel nostro mese e mezzo in viaggio 😉

 

Simona