La Bolivia è stato non solo il nostro paese preferito in Sud America ma si è guadagnata un posto d’onore nella nostra top 3 dei paesi preferiti nel mondo!
Eh sì, perché durante quasi due mesi di viaggio in Bolivia abbiamo potuto apprezzare paesaggi straordinari e molto variegati, città affascinanti e multiculturali, ottimo cibo super economico e persone meravigliose.
In questo articolo vogliamo quindi raccontarti cosa vedere in Bolivia, oltre all’ imperdibile Salar de Uyuni, che già varrebbe il viaggio.
Ma prima di parlare di cosa vedere in Bolivia ti invitiamo a leggere questo articolo in cui abbiamo raccolto info pratiche su 7 cose da sapere per organizzare il tuo viaggio in Bolivia.
Quando siamo entrati in Bolivia (giugno 2025) il paese stava vivendo una forte crisi economica e disordini a causa delle elezioni che si sarebbero svolte da lì ad un paio di mesi.
Rivolte e blocchi stradali avevano isolato gran parte del paese. Eravamo dispiaciuti e preoccupati perché sembrava non fosse possibile visitare la maggior parte dei siti di nostro interesse. Così ci siamo fermati al nord, partendo dal Lago Titicaca e poi La Paz proseguendo poi per Rurrenabaque che era l’unica area aperta in quel momento.
Per fortuna poi la situazione si è sbloccata e abbiamo potuto vedere luoghi meravigliosi e vivere esperienze incredibili.
Ecco qui i nostri 7 luoghi del cuore da vedere in Bolivia.
- 1- Lago Titicaca: Isla del Sol e Isla de la Luna
- 2- Salar de Uyuni: uno spettacolo della Natura
- 3- La Bolivia che non ti aspetti: Pampa e Selva
- 4- Cosa vedere in Bolivia: le città di La Paz e Sucre
- 5- Huayna Potosì, due passi sopra il cielo
- 6- Samaipata, la Bolivia fuori dai circuiti turistici
- 7- Tupiza, canyon rossi e paesaggi lunari
1- Lago Titicaca: Isla del Sol e Isla de la Luna
Tra le cose da vedere assolutamente in Bolivia per noi c’è il Lago Titicaca, il lago navigabile più alto al mondo (3800 metri sul livello del mare) dove poter assaporare il tempo lento di un’ isola, Isla del Sol, con i suoi paesaggi e comunità locali (circa 1500 persone e altrettante pecore :)) che ancora vivono tradizionalmente principalmente di pesca e agricoltura.

La maggior parte dei viaggiatori visita l’ isola in giornata prendendo un traghetto la mattina da Copacabana, percorrendo l’ isola da nord a sud (o viceversa) con il sentiero di circa 10 km che connette le due estremità, per poi rientrare con il traghetto al pomeriggio.
Noi abbiamo scelto di soggiornare sull’isola per un paio di notti, ma poi ce ne siamo innamorati e abbiamo esteso fino ad una settimana. Come ogni luogo che vive di turismo giornaliero la mattina e sera diventano i momenti migliori per godersi l’isola che si svuota e regala albe e tramonti incantevoli.
Cosa fare al Lago Titicaca sull’isola del Sol?
1- Visitare il tempio del Sol situato nella punta nord e in giornata anche l’ Isola e Tempio della Luna che si trova a circa 40 minuti in barca di fronte all’ Isola del Sol. È un sito molto poco turistico ma super interessante. L’ isola è piccolissima e non c’è molto da fare a parte questo.

2- Camminare il sentiero che attraversa l’ isola. Ce ne sono due, uno che costeggia la costa est e l’ altro che percorre l’ isola nella porzione centrale, secondo noi più bello a livello di viste. Ottimale è fare il giro ad anello come abbiamo fatto noi, 20 km ma ne valgono la gioia.
Ps: per chi soggiorna sull’isola i traghetti non fanno servizio di hop on/hop off perciò se vuoi spostarti da un estremo all’ altro senza camminare devi contrattare una servizio privato di taxi in barca che non è propriamente economico. Inoltre ti verrà richiesto un biglietto di ingresso per ciascuna porzione dell’ Isola che visiti da parte della comunità locale (tra i 10-15 BOB ciascuna).

3- Esperienza davvero particolare invece è la cena a lume di candela al ristorante Las Velas. Ci sono pochissimi tavoli e una vista meravigliosa per il tramonto. Il cibo è preparato con cura con cottura al cartoccio e spezie davvero squisite. Il pane fatto in casa ancora tiepido, una vera chicca.
Unica pecca l’ attesa, che può arrivare fino a quasi 2 ore. Perciò bisogna andare armati di pazienza e senza essere troppo affamati. Puoi ingannare l’attesa giocando ad uno dei giochi da tavola gentilmente offerti dal locale. Comunque per noi è raccomandato per provare qualcosa di differente e mangiare la più buona trota di sempre.
2- Salar de Uyuni: uno spettacolo della Natura
Il vero must da vedere in Bolivia è senza dubbio il Salar di Uyuni, il più grande deserto di sale al mondo con quasi 11mila km quadrati di estensione e 10 strati per 60 metri di profondità.
Sebbene non siamo amanti dei tour qui è sicuramente più semplice, soprattutto se hai poco tempo. Per noi è stata la soluzione perfetta visto che in quel periodo stavamo viaggiando con Seiya e Riccardo che avevano i giorni contati prima di proseguire il viaggio verso il Cile.
E dobbiamo ammettere che non ce ne siamo pentiti. Il tour era ben organizzato in modo da evitare più possibile gli orari di picco così che abbiamo potuto godere della maggior parte dei luoghi in solitaria.
Altro punto a favore è stato il periodo (luglio) che risulta essere di bassa stagione ma soprattutto a cavallo tra la stagione in cui in Salar è sommerso da acqua e quella invece secca, permettendoci di godere sia dell’ effetto specchio che della vastità a perdita d’occhio del sale.

Unico punto a sfavore, essendo inverno fa davvero molto freddo, sfiorando i -10/-15 di notte, però durante il giorno con il sole si stava benissimo persino in maniche corte.
Cosa vedere a Uyuni oltre al Salar?
Alcune tappe interessanti che erano parte del tour sono state:
- Isla Incahuasi: isola rocciosa che si erge nel mezzo del deserto caratterizzata da cactus giganti alti fino a 10 metri.

- Laguna Hedionda dove puoi ammirare centinaia di fenicotteri rosa molto ravvicinati.

- Laguna Colorada, con il suo particolare effetto rosso dovuto ad alcune alghe. Attenzione però che dipende dal momento della giornata e dal vento quindi potresti non vederla esattamente così! Però confermiamo che i colori sono impressionanti e non sono saturati.

- Terme di Chalviri per riscaldare le ossa e ammirare il cielo stellato oppure l’alba. Noi siamo capitati proprio nelle notti della Luna piena, uno spettacolo!

- Italia Perdida con i suoi pinnacoli e pareti rosse intagliate dal vento.

INFO PRATICHE: prezzo tour Salar di Uyuni 1200 BOB + 150 BOB Ingresso Parco Nazionale+ Isla Hincahuasi 30BOB + Terme 15 BOB.
Contatto agenzia per tour Uyuni: Flamingo Travels o direttamente la nostra guida che è stata fantastica Rimber +591 63511059
3- La Bolivia che non ti aspetti: Pampa e Selva
Il viaggio è così, spesso i luoghi che più ti colpiscono sono quelli che non ti aspetti. Per noi è stato così con la pampa boliviana.
Non è stato un viaggio semplice arrivarci, anzi, è stato uno dei più disastrosi e spaventosi per tutti e quattro (in quel momento stavamo viaggiando con Seiya e Riccardo che pure sono viaggiatori esperti). 19 ore di bus scassato che si fermava ogni 2 ore per riparare qualcosa, 2/3 della strada sterrata o meglio, infangata e piena di buchi in cui il bus slittava proprio a fianco ad uno strapiombo (non per altro era la vecchia carretera de la muerte).
Abbiamo seriamente considerato di rientrare a La Paz in aereo, però alla fine abbiamo trovato una compagnia un po’ più costosa ma a detta di tutti migliore, e in effetti il viaggio di ritorno non è stato così male.
Cosa fare a Rurrenabaque dunque? Questo piccolo paesino all’ imbocco dei due fiumi (Rio Yacuma e Rio Beni) è la base di partenza di due tipi di tour molto diversi ma entrambi di eccezionale bellezza.
Tour della Pampa boliviana
Prima di arrivare qui non avevamo la più pallida idea di cosa potesse assomigliare la pampa poi abbiamo capito essere una specie di savana. Puoi scegliere opzioni per due o tre notti in cui abbandonerai la civiltà per vivere immerso nella natura spostandoti solamente con piccole imbarcazioni.

E come in un vero e proprio safari ogni giorno avrai l’ opportunità di vedere un sacco di animali da svariati tipi di uccelli tra cui il più bizzarro il huatsi (specie di uccello preistorico) oppure il jabiru (uccello gigante di quasi 2 metri), e poi caimani, tartarughe, delfini rosa, scimmie scoiattolo, cappuccine e urlatrici (le nostre sveglie mattutine), piranha, capibara, e persino anaconda!

Anche se una delle cose che ci è piaciuto di più è stato proprio il ritmo lento della barca da cui poter ammirare albe e tramonti spettacolari.

Tour della Selva boliviana
Questo tour può addentrarsi nel rio fino a raggiungere diversi punti di accesso. Nel nostro caso siamo stati una sola notte quindi non siamo entrati nel Parco ma solo fino alla Riserva Biosfera Pilòn Lajas.
Il paesaggio è totalmente differente da quello della pampa. Qui la vegetazione la fa da padrona con piante rigogliose e fiori coloratissimi. Nei due giorni di tour abbiamo sperimentato un paio di esperienze culinarie molto interessanti come la produzione del succo di canna da zucchero per mezzo di un antico macchinario di legno che funziona manualmente

e la produzione della pasta di cacao, guidati dalla piccola Emilia attraverso i processi di tostatura, pelatura, macinazione e soprattutto assaggio.

INFO PRATICHE: bus La Paz-Rurrenabaque consigliamo la compagnia Flota Yungueña, costa il doppio (150 BOB) ma molto più comoda e affidabile.
Prezzo tour pampa e selva 4gg/3nt: 900 BOB + ingresso ai parchi (200+200)
Contatto agenzia per tour pampa e selva: Amazonia & Baldemar oppure direttamente la nostra guida che ha fatto la differenza nell’esperienza: Diego +591 74712511
4- Cosa vedere in Bolivia: le città di La Paz e Sucre
Sapevi che la capitale della Bolivia è Sucre? Spesso si parla di La Paz perché è il centro economico e finanziario del paese e turisticamente anche quello con più attrattive nei dintorni, anche se noi ci siamo concentrati principalmente in centro rifacendoci il guardaroba dopo mesi di viaggio e mangiando cibo internazionale e una delle migliori pizze del viaggio (trovi tutti i dettagli in questo articolo).
Cosa fare a La Paz?
1- Camminare per Calle de las brujas (“la strada delle streghe”). Anche se ormai si è trasformata in un quartiere di negozietti di artigianato per turisti, ancora conserva le tipiche botteghe di medicina tradizionale che oltre a vendere rimedi naturali per qualsiasi malessere, propongono anche amuleti e oggettistica varia per rituali, come piccoli alpaca impagliati.

2- Prendere la funicolare per vedere la città dall’alto. Esistono diverse linee e puoi acquistare un biglietto cumulativo passando da una all’altra con facilità. Trovi tutte le info QUI.

3- Valle de la Luna e Valle de las Animas: entrambe queste valli punteggiate da centinaia di formazioni rocciose appuntite si trovano a breve distanza dal centro città. Noi abbiamo provato a raggiungere quella de la Animas in autonomia ma con scarsi risultati a causa delle poche informazioni a disposizione, siamo riusciti a vederle ma non a trovare l’ingresso per il trekking. La Valle de la Luna è senza dubbio meglio organizzata e sono disponibili anche diversi tour guidati.
4- Trekking al Huayna Potosì: per i più avventurieri vicino a La Paz si trova uno dei 6000 metri più facili da “scalare”. Io ero ormai stanca di trekking e onestamente questo tipo di esperienze in cui ci si spinge al limite non fanno al caso mio perciò è andato Matteo da solo mentre io sono rimasta in città. Trovi il racconto al punto seguente 😉
Cosa fare a Sucre?
Sucre non ha grandi cose da vedere però è una città molto bella con i suoi palazzi bianchi, l’ atmosfera tranquilla, un clima temperato e soleggiato, un mercato straordinario dove poter acquistare frutta e verdura. Insomma per noi una tappa perfetta per stare ben 6 giorni e riposarci dopo l’ avventura di Rurrenabaque. Abbiamo anche trovato uno dei pochi ostelli con cucina in Bolivia, bellissimo, super attrezzato, con un grande giardino che consigliamo assolutamente: Villa Oropeza Hostel.
Ecco però 3 cose da fare a Sucre:
1- Visitare i tetti delle chiese da cui godere di viste panoramiche sulla città, alcune hanno persino ricavato dei caffè caratteristici come incentivo per mantenere spazi pubblici altrimenti in abbandono. I più interessanti per noi sono stati la Basilica di San Francesco dove con una breve visita guidata oltre al tetto puoi accedere alle catacombe e vedere anche la campana della libertà, suonata il giorno della liberazione della città dalla dominazione spagnola, e quella di San Felipe de Neri, convento in stile neoclassico con la migliore vista sulla città.

2- Camminare fino al punto panoramico del Sacro Cuore di Gesù (esiste la strada per le auto dove sono localizzate anche le stazioni della via Crucis oppure una scalinata impervia ma molto più rapida). Qui si svolgono strani rituali pagani in cui le persone offrono alcol, foglie di coca, cibo mentre bruciano ciò che vogliono lasciare andare. Un singolare incontro tra un luogo di culto cristiano e credenze popolari. Ahimè la spazzatura impera da ogni lato ed è un vero peccato.
3- Mangiare ottime salteña ma anche gelati, pizza, vegano. Insomma ce n’è per tutti i gusti come abbiamo descritto in questo articolo.
5- Huayna Potosì, due passi sopra il cielo
Huayna Potosí è considerato dai più il 6000 metri più facile da scalare. A dire il vero più che una scalata si tratta di una vera e propria camminata.
Infatti il percorso non presenta difficoltà tecniche di nessun tipo ma solo tanta attenzione.
Attenzione però, questo non vuol dire che sia un percorso banale e adatto a tutti e, al contrario, ci vuole tanta pazienza, perseveranza e soprattutto passione. Camminare sopra i 6000 metri presenta difficoltà legate soprattutto alla diminuzione dell’ ossigeno e alla temperatura.
Infatti dal secondo campo base (5200 metri) in poi le dita delle mani e dei piedi possono cominciare ad irrigidirsi visto che il freddo si aggira tra i -15 e i -18. Per chi è nato in Val di Zoldo questo dovrebbe essere solo un dettaglio, tuttavia nel mio caso è stato un fattore importante che mi ha fatto soffrire.
Per arrivare in cima al Huayna non servono maschere o attrezzatura specifica ma è fortemente consigliato un periodo di adattamento a queste altezze.
Infatti nel mio caso ho preferito passare alcuni mesi sulle Ande tra i 3000 e 4000 metri, scelta che si è rivelata vincente visto che l’altitudine non mi ha toccato minimamente.
Oltre questi dati prettamente tecnici c’è un lato esperienziale che mi ha emozionato. La preparazione per arrivare alla cima ha un tocco epico visto che si sale in gruppo e legati l’un l’altro. Come dire, se cadi o scivoli ci sono io a sostenerti.
Inoltre si sale di notte, con la torcia in testa e i ramponi ai piedi.
Decine di lucine si inerpicano lentamente per la via normale creando uno spettacolo da brividi.
I primi, quelli più veloci, sono arrivati in cima ancora con il buio mentre noi, appena più lenti, siamo arrivati all’ora blu, ovvero quel periodo di luce/ombra che separa il buio dalla notte. Un po’ troppo in anticipo per vedere l’alba anche se la testardaggine mia e di Pav (il ragazzo polacco con cui ho condiviso il tour) ha posticipato il rientro di mezz’ora rispetto all’orario previsto.
Abbiamo convinto la guida a rimanere in cima con noi fino all’alba nonostante le temperature fossero proibitive (soprattutto perché eravamo fermi) e le dita delle mani e dei piedi gridassero pietà. Abbiamo visto la luce e un paesaggio lunare emozionandoci per il traguardo raggiunto.
Siamo scesi quando il sole stava arrivando consapevoli di aver realizzato un sogno. Il sogno era salire proprio quel giorno, il 16 giugno. Il giorno in cui era nato mio padre. E da grande scalatore qual’era sono sicuro che avrà apprezzato il regalo.

INFO PRATICHE: per l’ascensione al Huayna Potosí ci vogliono due o tre giorni. Due nel caso si voglia ascendere direttamente al campo base numero 2 il primo giorno e la notte (si parte tra mezzanotte e le due) camminare verso la Cima. Tre nel caso ci si voglia prendere un giorno in più di acclimatazione, giornata in cui i vari tour ti fanno provare la scalata sul ghiaccio.
Per salire Huayna è obbligatorio avere una guida e contrattare uno dei tanti tour presenti a La Paz. Io Ho scelto Julia, una ragazza locale appartenente al gruppo de las cholitas escaladoras (un gruppo di 16 donne indigene Aymaras che scalano montagne 6000+ metri) . Lei con suo marito organizza nel dettaglio l’ascesa fornendo informazioni utili e soprattutto attrezzatura di qualità che comprende ramponi, guanti, giacca, pantaloni, ghette e scarponi. Confrontandomi con altri amici ho capito di aver fatto una scelta azzeccatissima. Qualità-prezzo è senza dubbio la migliore!
Il dislivello totale è di 1350 metri mentre le ore di camminata variano dalle 6 alle 10, dipende da ognuno.
Prezzo totale: 700 boliviani tutto incluso.( Aggiornato a giugno 2025)
Contatto whatsapp Julia +591 75805858
6- Samaipata, la Bolivia fuori dai circuiti turistici
Samaipata é una meta molto frequentata dal turismo locale e da stranieri alla ricerca di un paesino carino, tranquillo e confortevole. Ha aumentato la sua notorietà negli ultimi anni per la continua crescita di attività spirituali, tant’è che molti stranieri si sono fermati a viverci creando un mix culturale senza dubbio interessante.
Noi ci siamo arrivati alla disperata ricerca di caldo dopo tanti mesi di freddo andino e, come spesso accade, abbiamo purtroppo trovato tutto il contrario: giornate fredde e tanta tanta pioggia.
Per questa ragione non siamo riusciti a visitarla come avremmo voluto e ci siamo limitati ad una sola escursione, quella del Codo de los Andes, nell’ unico giorno dove il sole si è mostrato tra le nuvole.
Il Codo de los Andes è un trekking spettacolare di 8.5 km che cammina tra creste verdi e rocciose e si tuffa verso alcune cascate tra le più belle della zona, regalando un paesaggio da cartolina. Noi lo abbiamo visitato in un solo pomeriggio visto che le distanze sono relative ma il dislivello non è banale, soprattutto se il vento tira fortissimo e quasi ti ribalta per terra.

INFO PRATICHE
Se si vuole visitare in solitaria come abbiamo fatto noi bisogna contrattare un taxista locale e farsi portare fino a Palermo, il punto iniziale del trekking e farsi recuperare a Cuevas, il punto finale. Ovviamente è possibile anche contrattare un tour e avere tutto organizzato, ma diciamo che questo non è il nostro stile
L’entrata del trekking costa solamente pochi euro e ne vale assolutamente l’allegria. Tieni presente che durante il cammino i local potrebbero chiedere un contributo per il mantenimento dei sentieri o per calpestare qualche secondo la loro proprietà privata e proseguire.
Non solo Codo de los Andes, Samaipata é famosa per molte altre cose come il Forte, sito archeologico Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e il Parco Amboro, definito da molti un luogo di una bellezza inspiegabile.
Avremmo fortemente voluto visitare anche queste attrazioni ma il meteo ha deciso in un’altra maniera, sarà per la prossima.
In ogni caso Samaipata è assolutamente una meta da non perdere se si ha qualche giorno in più da spendere in Bolivia!
7- Tupiza, canyon rossi e paesaggi lunari
Tupiza è stata la sorpresa più grande della Bolivia, uno di quei luoghi fuori dal turismo di massa e scoperta solamente grazie al suggerimento di altri viaggiatori zaino in spalla.
Ci siamo arrivati senza grandi aspettative visto che venivamo da giorni spaziali al Salar de Uyuni, eppure questo luogo è riuscito a regalarci un paesaggio totalmente differente da quelli visti nei precedenti mesi di viaggio.
La vera attrazione del luogo sono i canyon del Inca e del Duende, distanti pochi chilometri camminando dal centro città.
Si tratta di un paesaggio lunare di colore rosso fuoco dove muraglie appuntite di roccia e terra si ergono verso l’alto creando un paesaggio unico nel suo genere.

Avevo visto qualcosa di simile nel mio peregrinare al nord dell’Argentina, luogo geograficamente e morfologicamente vicino a Tupiza. La regione di Jujuy, Argentina è anch’essa abitata da montagne di differente tonalità di rosso, anche se, a mio parere, non così impressionanti.
Per gli amanti del trekking e delle mete selvagge, Tupiza è un’opzione straordinaria. A noi ha impressionato e la consigliamo vivamente tra le cose da vedere in Bolivia!
Ah, da non dimenticare che a Tupiza abbiamo mangiato una pizza buonissima per pochi euro, un motivo in più per visitarla.
INFO PRATICHE
L’ingresso ai canyon è gratuito e si può visitare sia a piedi che a cavallo. Non è obbligatoria la presenza di una guida anche se la gente del posto lo raccomanda. Noi per esempio abbiamo utilizzato l’app maps.me ed è stato più che sufficiente.
La camminata totale per visitare i due canyon è di circa 15 km, 5-6 ore, quindi è consigliabile partire presto la mattina per goderselo a pieno.
Speriamo con questo articolo di averti mostrato che la Bolivia ha un sacco di cose da fare e da vedere e che vale assolutamente una visita più lunga rispetto ad una toccata e fuga a Uyuni 🙂
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